mercoledì 19 marzo 2025

Diega Velazquez - Biografia

 Diego Velazquez

Biografia


Diego Rodríguez de Silva y Velázquez, conosciuto come Diego Velázquez (Siviglia, 1599 – Madrid, 1660) è stato uno dei più importanti pittori europei di sempre ed è tra i massimi esponenti del Barocco. Le sue opere sono state fonte di ispirazione per importanti artisti che lo hanno seguito nel corso dei secoli, da Goya a Picasso.
Figlio di una famiglia benestante dell’Andalusia, Diego fin da ragazzino mosse i propri passi nel mondo dell’arte, prima nello studio di Francisco Herrera il Vecchio e poi, a partire dai dodici anni, nella bottega di Francisco Pacheco.
Quello con Pacheco fu un rapporto molto stretto. Il maestro introdusse il giovane artista nei circoli letterari e artistici di Siviglia e gli permise di ottenere nel 1617 la licenza per lavorare come maestro pittore in città. Il rapporto tra maestro e discepolo si strinse ulteriormente nel 1618, quando Velázquez sposò Juana, primogenita di Pacheco.
Dopo essersi fatto un nome a Siviglia, Velázquez nel 1622 decise di trasferirsi a Madrid in cerca di nuovi incarichi.
Nel dicembre di quell’anno morì Rodrigo de Villandrando, il pittore di corte preferito dal re Filippo IV di Spagna, così Velázquez fu convocato a palazzo il 16 agosto del 1623 per quello che oggi chiameremo “un colloquio di lavoro”. Per provare il suo talento, gli fu assegnato il compito di ritrarre il sovrano in persona. L’artista colse al volo l’occasione e realizzò l’opera in un solo giorno (probabilmente si trattava di uno schizzo preliminare).
Il sovrano fu così soddisfatto del risultato da nominarlo pittore di corte e ritrattista “ufficiale” del re (nessun altro, al di fuori di Velázquez poteva eseguire ritratti di re Filippo). All’artista venne assegnato un cospicuo compenso e un appartamento per sé e la famiglia nel Real Alcázar di Madrid, il palazzo del sovrano.
Nel 1628 Velázquez fece la conoscenza con il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, in visita diplomatica a Madrid. Rubens (che aveva trascorso otto anni in Italia) convinse Velázquez a lasciare la capitale spagnola per visitare la penisola e scoprire i maestri dell’arte italiana.
Velázquez seguì il consiglio e nel 1629 partì per il Belpaese. Rimase in Italia per tre anni, durante i quali ebbe occasione di ammirare le opere di Caravaggio, di Tiziano e dei maestri del Rinascimento. L’esperienza influirà profondamente sulla sua arte, rendendola più completa e profonda.
Velázquez è conosciuto soprattutto come ritrattista. I volti dipinti dall’artista spagnolo sono dotati di grande espressività, che l’artista riesce a evocare grazie anche all’attento uso delle luci e dei chiaroscuri, arte in cui era maestro l’italiano Caravaggio. Nonostante fosse il ritrattista ufficiale di corte, Velázquez non dipinse solo i volti dei nobili, ma era particolarmente colpito dai visi dei nani, dei giullari e delle persone comuni. Uno dei suoi più notevoli ritratti è infatti quello del suo servitore e amico Juan de Pareja,
La passione per l’arte italiana spinse Velázquez ad intraprendere un secondo viaggio in Italia, nel 1649. Non a caso, nel 1650 l’artista realizza una delle sue opere più famose, la Venere allo specchio . In quest’opera è chiara l’influenza dell’arte di Tiziano e della sua Venere di Urbino . Fu nel 1656 che Velázquez dipinse il suo capolavoro: Las Meninas, opera magistrale per composizione, profondità, luce e scelta del soggetto.



Ritratto di Innocenzo X - Galleria Doria Pamphilj

 Ritratto di Innocenzo X

Galleria Doria Pamphilj


Il ritratto di Papa Innocenzo X è un dipinto ad olio su tela di 1 metro e 41 cm per 1 metro e 19, realizzato da Diego Velázquez intorno al 1650. Nei primi anni di attività Velásquez si dedica alla raffigurazione di personaggi popolari; dal 1623, però, realizza dipinti di nobili e reali come ritrattista
alla corte madrilena di Filippo IV. Nel1649 Velázquez parte per l’Italia, dove è già stato: soggiorna a Venezia e a Roma. Ed è proprio durante il soggiorno a Roma che il pittore spagnolo esegue anche il dipinto di Giovanni Battista Pamphilj, papa col nome di Innocenzo X.

L’Innocenzo X rappresenta uno dei più alti esempi di ritrattistica di epoca barocca, ispirato ai capolavori del rinascimento veneziano, in particolare al ritratto di Papa Paolo III e i nipoti di Tiziano. Velázquez utilizza pennellate dense e cariche di colore, capaci di rendere la consistenza della materia. Nel dipinto domina il rosso: ad eccezione della veste bianca, tutto è rosso: il copricapo del Papa, la poltrona di velluto, lo sfondo e la parte del vestito che copre le spalle. Qui, con alcune pennellate più chiare, il pittore riproduce con precisione la levigatezza del tessuto. Ma la grandezza di Velázquez sta nella capacità di rendere la dimensione psicologica del Pontefice, senza soggezione nei confronti di un
personaggio così autorevole. Rompe così la consuetudine di dipingere i papi avvolti da un’aura di immobile spiritualità.

L’imponente figura del pontefice è resa con grande abilità pittorica e immediatezza fotografica. Il papa, dall’aria accigliata e circospetta, posa di tre quarti; il volto è severo, il suo sguardo intelligente e vigile è rivolto verso lo spettatore. I contemporanei di Innocenzo X lo descrivono infatti come uomo ruvido, dal carattere dispotico e vendicativo. Al contrario di ogni aspettativa, però, pare che il Pontefice abbia apprezzato il realismo del ritratto, e che lo abbia commentato esclamando: “troppo vero!”.
Intorno al 1950 il pittore Francis Bacon, che considera l’Innocenzo X un esempio di perfezione pittorica, realizza una serie di versioni deformate del ritratto, che diventa simbolo dell’umanità contemporanea angosciata e smarrita. Il ritratto di Innocenzo X oggi si trova a Roma, alla Galleria
Doria Pamphilj



Ritratto di ecclesiastico (Autoritratto?) - Musei Capitolini

 Ritratto di ecclesiastico (Autoritratto?)

Musei Capitolini


Il "Ritratto d'Uomo" che si trova ai Musei Capitolini è stato messo in connessione con la figura del grande pittore spagnolo Diego Velazquez fin nelle prime guide dei musei stessi.
Il ritratto capitolino ha sempre avuto una vicenda singolare, non si sapeva quando fosse stato eseguito, né chi fosse il personaggio. Insomma, un mistero . Dell’opera si sapeva solo che era rientrata nella collezione Pio di Savoia confluita poi, come nucleo fondante, ai Musei Capitolini insieme alla collezione Sacchetti.
Grazie a una ricerca condotta dalla studiosa Francesca Curti se ne è potuta però accertare l'attribuzione identificando anche il personaggio ritratto dal Velazquez: si tratterebbe dell'agente della Corona Spagnola Don Juan de Cordoba, che fu uno stretto collaboratore del pittore in occasione del suo secondo soggiorno a Roma (1649-1651).
L'opera non lasciò mai Roma: passata, alla morte di De Cordoba, alla quadreria del suo amico Camillo dal Corno, successivamente divenne proprietà della famiglia Pio fino al 1750, quando venne
venduta a papa Benedetto XIV, il quale la destinò ai Musei Capitolini.





Rissa tra soldati - Galleria Pallavicini

 Rissa tra soldati

Galleria Pallavicini


Il Piccolo dipinto di Diego Velázquez è conservato a Roma, nella collezione dell’‘Aurora’, nel palazzo Pallavicini-Rospigliosi.

Ecco come Il famoso critico d’arte Roberto Longhi descrive il quadro in forma romanzata.
«Il pittore pare farsi testimonio della verità, con la mano al petto: – Il fatto successe venerdì scorso che sarà stata poco più dell’ora di sesta; visto coi miei occhi. Io stava sulla porta per entrare e mi voltai. V’erano ; tre italiani e due spagnoli: misero la mano alle armi. Il sergente Alonso e il portero volsero dividerli. V’erano delle carte napoletane stracciate a terra. Non ho visto altro se non che uno seduto che si riparava. Non so chi sia stato il primo –».





Diega Velazquez - Biografia

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